GucciCore: a New York il ritorno della Maison tra storia e linguaggio urbano
- 19 mag
- Tempo di lettura: 2 min
A New York, Gucci torna alle origini con GucciCore, una sfilata che trasforma Times Square in un palcoscenico immersivo tra memoria, identità e contemporaneità. Un ritorno simbolico nella città dove la Maison aprì il suo primo store fuori dall’Italia nel 1953, oggi reinterpretata come spazio visivo e narrativo della collezione.

GucciCore: il ritorno di Gucci a New York tra heritage e visione contemporanea
Con GucciCore, la Maison costruisce un racconto che attraversa oltre settant’anni di storia. New York non è solo location, ma linguaggio. La sfilata prende forma in Times Square, tra schermi digitali e immagini in movimento, trasformando uno dei luoghi più iconici al mondo in un set urbano totale.
Il progetto richiama anche la memoria degli anni ’80, quando sopra il flagship di Fifth Avenue esisteva la Gucci Galleria, uno spazio riservato e accessibile solo attraverso una chiave dorata. Un immaginario che ritorna oggi nell’invito alla sfilata, concepito come una chiave in ottone custodita in pelle vissuta.

GucciCore: la città come collezione, tra immaginario e quotidianità
Prima della sfilata, Times Square si accende con un montaggio video che alterna archivi e finzione. Una sequenza di immagini pubblicitarie e prodotti immaginari costruisce un universo espanso: da Gucci Acqua a Gucci Automobili, fino a Gucci Gym, Gucci Pets e un ipotetico Palazzo Gucci Hotel.
Una narrazione che definisce Gucci come sistema culturale, non solo brand, ma estetica totale.
La collezione si sviluppa come una sezione della città di New York. Dalle strade di Madison Avenue a Brooklyn, da SoHo ad Harlem, fino a Fifth Avenue, prende forma un mosaico umano fatto di stili e identità.
Stockbroker in gessato, socialite in abiti scultorei, skater in denim morbido e tailoring rilassato: figure che abitano la città e ne riflettono la complessità.

GucciCore: il nuovo guardaroba tra funzione e decoro
La collezione alterna pragmatismo e decorazione. Cappotti reversibili in tessuti tecnici convivono con stole imbottite in pelle morbida e materiali monogrammati.
Il motivo Web, segno storico della Maison, diventa un bandeau top, trasformando un codice degli anni ’50 in un nuovo linguaggio contemporaneo.
L’alta moda si esprime attraverso ricami in paillettes effetto coccodrillo, frange di perline e dettagli in piuma, mentre il menswear si arricchisce di shearling e materiali tecnici dal carattere ibrido tra lusso e funzionalità.

GucciCore: accessori e simboli della Maison
Il codice Horsebit, elemento iconico della storia Gucci, viene reinterpretato come dettaglio strutturale su stivali e accessori.
Le borse si muovono tra volumi morbidi e superfici preziose: pelle in tonalità profonde, patine lucide e forme destrutturate pensate per un uso quotidiano ma sofisticato.
Clutch con cinturini da orologio e tote informali completano un sistema di accessori che ridefinisce il rapporto tra oggetto e identità.

GucciCore: Demna e la costruzione di un nuovo lessico Gucci
GucciCore rappresenta il quarto atto del percorso creativo di Demna, che unisce le visioni di La Famiglia, Generation Gucci e Primavera in un’unica grammatica estetica.
La collezione si concentra sull’idea di un guardaroba permanente, fatto di capi essenziali, riconoscibili e immediatamente leggibili.
Una moda che torna alla realtà, ma senza rinunciare all’immaginario. Un equilibrio tra città, memoria e visione contemporanea.

crediti ph. © Courtesy of Gucci



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