C’était bien: a Roma le lettere intime di Karl Lagerfeld diventano una mostra
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Allo Spazio Opis di Roma, “C’était bien” racconta il lato più privato di Karl Lagerfeld attraverso oltre 600 lettere indirizzate ad Armelle de Bascher, madre del suo compagno, Jacques de Bascher. Un percorso espositivo intenso e inedito che attraversa memoria, dolore e bellezza tra documenti, fotografie e installazioni immersive.

C’était bien: la mostra su Karl Lagerfeld tra memoria e intimità
La mostra C’était bien porta a Roma un ritratto inedito e profondamente umano di Karl Lagerfeld, lontano dall’immagine pubblica del direttore creativo e icona della moda internazionale. Ospitata presso Spazio Opis dal 7 maggio al 30 luglio 2026, l’esposizione raccoglie oltre 600 lettere e fax inviati dallo stilista ad Armelle de Bascher, madre del suo compagno Jacques de Bascher , da lui affettuosamente soprannominato Jacquot.
Curata da Clara Tosi Pamphili, la mostra nasce dal desiderio di raccontare il legame profondo che univa Lagerfeld a Jacques, scomparso nel 1989. Attraverso la scrittura, lo stilista costruisce negli anni una memoria privata fatta di emozioni, ricordi quotidiani e riflessioni intime che oggi diventano testimonianza di una fragilità mai mostrata pubblicamente.

C’était bien: le lettere di Karl Lagerfeld diventano installazione immersiva

Il cuore di C’était bien è una grande installazione immersiva che trasforma lo spazio espositivo in una dimensione sospesa tra realtà e memoria. Nella sala principale della galleria prende forma uno “stargate” simbolico costruito attraverso proiezioni di lettere, fotografie e documenti che scorrono in loop su una gigantesca pagina manoscritta, creando un flusso continuo di ricordi e immagini intime. La scrittura diventa così materia visiva, trasformandosi in un ambiente emotivo capace di avvolgere completamente il visitatore.
L’allestimento alterna dimensione emotiva e documentaria: accanto alle lettere autentiche esposte nelle teche trovano spazio schizzi, bozzetti e fotografie private che raccontano il rapporto tra Lagerfeld e Jacques de Bascher. Un percorso che esplora il dolore, la nostalgia e il bisogno di mantenere viva una presenza attraverso la scrittura e le immagini, trasformando l’assenza in memoria visiva e narrativa.
C’était bien: Roma celebra l’eredità culturale di Karl Lagerfeld

La scelta di Roma come sede di C’était bien rafforza il legame storico tra Karl Lagerfeld e l’Italia, in particolare con Fendi, maison con cui lo stilista ha costruito uno dei sodalizi creativi più longevi della moda contemporanea. La città diventa così non soltanto cornice della mostra, ma parte integrante del racconto culturale e sentimentale che attraversa l’intero progetto espositivo.
Durante l’inaugurazione è prevista anche una conversazione tra Silvia Venturini Fendi e Richard Mogni dedicata alla memoria del designer. Accanto ai documenti originali saranno inoltre esposte opere contemporanee di Christophe Constantin, Giacomo Matarazzo e P.A.C.E, chiamati a interpretare visivamente i sentimenti contenuti nelle lettere: paura, assenza, memoria e desiderio di continuare a vivere. Un dialogo tra archivio e arte contemporanea che amplia ulteriormente la dimensione emotiva della mostra, trasformando la corrispondenza privata in un’esperienza collettiva e universale.
crediti ph. © Courtesy of Emilie Grangié



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