top of page

GIADA Primavera Estate 2027: i codici segreti dei gelsomini antichi

2 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

GIADA presenta la collezione Primavera/Estate 2027 “I Codici Segreti dei Gelsomini Antichi”, firmata dal direttore creativo Gabriele Colangelo. Nella Sala Stirling di Palazzo Citterio, a Milano, trenta look hanno dato forma a un dialogo tra natura, arte e costruzione sartoriale. Ricami floreali, pizzi di Calais, frange annodate a mano e tonalità luminose raccontano una femminilità sospesa tra rigore, grazia e sensualità.


GIADA Primavera Estate 2027 tra gelsomini, arte e sartorialità


La collezione GIADA Primavera Estate 2027 riporta alla luce la leggenda dei gelsomini rinascimentali che nel Seicento conquistarono Cosimo III de’ Medici. Gabriele Colangelo ne rilegge la delicatezza attraverso un linguaggio contemporaneo, nel quale le suggestioni floreali incontrano superfici urbane, costruzioni essenziali e una sensualità misurata.


Presentata il 24 settembre 2026 durante la Milano Fashion Week, la collezione si compone di trenta look immersi in un’installazione formata da una colonna di 3.500 fiori di carta. La Sala Stirling di Palazzo Citterio diventa così un giardino astratto, capace di trasformare l’ispirazione botanica in un’esperienza visiva e sensoriale.


Il punto di partenza sono i florilegi in porcellana dell’artista Zuleika Melluish e il suo giardino perenne. Come nell’opera dell’artista, ciò che per natura è fragile ed effimero viene fermato nel tempo. I gelsomini si trasformano in ricami, applicazioni e dettagli preziosi, costruendo una bellezza destinata a superare la durata della fioritura.

Presentazione della collezione GIADA Primavera Estate 2027 a Palazzo Citterio durante la Milano Fashion Week
La collezione GIADA Primavera/Estate 2027 nella Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano. Crediti ph. © Courtesy of GIADA

Trenta look tra trasparenze e dettagli couture


La nuova collezione GIADA costruisce il proprio equilibrio attraverso contrasti delicati. Anche i capi più scuri sembrano attraversati dalla luce grazie alle trasparenze, ai raffinati pizzi di Calais e alla leggerezza dei tessuti. Dietro un’apparente semplicità emergono lavorazioni complesse e attenzioni couture applicate ai tagli, alle proporzioni e ai materiali.


La palette richiama i riflessi più lontani del gelsomino. Un bianco speciale, sospeso tra avorio e zinco, dialoga con il giallo citrino, lo champagne immacolato, il rosa deserto e un’enigmatica tonalità di terra bagnata. Le campiture cromatiche evocano la ricerca dell’artista americana Anne Truitt, ma acquistano movimento attraverso forme leggere e dettagli inattesi.


Tra gli elementi distintivi emergono le frange in seta bicolore, annodate a mano e ispirate alla ricerca di Eva Hesse. Il loro ritmo non è mai meccanico: possono assumere l’aspetto di una gonna, di uno strascico, di una collana o di una stola, introducendo nella precisione della collezione un accento di sottile erotismo.


Look giallo citrino della collezione GIADA Primavera Estate 2027 di Gabriele Colangelo
Look giallo citrino della collezione GIADA Primavera/Estate 2027 firmata da Gabriele Colangelo. Crediti ph. © Courtesy of GIADA

Il corpo diventa un’architettura leggera


Fedele alla propria visione minimalista, Gabriele Colangelo disegna proporzioni slanciate e dinamiche. Le silhouette nascono da scomposizioni, sovrapposizioni e illusioni ottiche che rinnovano elementi essenziali del guardaroba, dalla camicia bianca alla pelle, fino alle superfici seriche del power dressing.


Il corpo viene interpretato come un’architettura lieve e vibrante. Tagli netti e costruzioni controllate convivono con movimenti fluidi, trasparenze e lavorazioni che sembrano modificarsi seguendo il passo. Il rigore progettuale non annulla la femminilità, ma le offre una struttura attraverso la quale esprimersi.


Collane, orecchini e bottoni richiamano invece la forma dei gelsomini sambac, tradotti attraverso perle scaramazze. Ogni elemento contribuisce a un lessico visivo coerente, nel quale la decorazione non è mai fine a se stessa: ogni piega custodisce un pensiero e ogni cucitura partecipa alla costruzione di una sensazione di quiete.


Look scuro con trasparenze della collezione GIADA Primavera Estate 2027 presentata a Milano
Trasparenze e dettagli scuri nella collezione GIADA Primavera/Estate 2027. Crediti ph. © Courtesy of GIADA
Palazzo Citterio e l’esperienza Art to Art di GIADA

La scelta di Palazzo Citterio rafforza il rapporto tra la moda di GIADA e il mondo dell’arte. Parte del progetto Grande Brera, il palazzo contribuisce a costruire una realtà museale nella quale tradizione e modernità dialogano con la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Nazionale Braidense e il Museo del Cenacolo Vinciano.


All’interno dell’ipogeo brutalista progettato dall’architetto James Stirling, il brand rinnova il proprio impegno nello sviluppo di “Art to Art”, l’esperienza estetica attraverso la quale moda, architettura e linguaggi artistici vengono messi in relazione.


Ad accompagnare la presentazione è stata la colonna sonora firmata da Aimée Portioli, conosciuta come Grand River. La musicista olandese-italiana, attiva a Berlino, ha combinato sintesi analogica e digitale con sottili elementi acustici, creando un paesaggio sonoro vivido e pittorico.


Con “I Codici Segreti dei Gelsomini Antichi”, GIADA trasforma una suggestione del passato in una collezione contemporanea. Arte, natura e sartorialità si incontrano in un racconto nel quale la bellezza non si mostra immediatamente, ma emerge attraverso proporzioni, materiali e dettagli da osservare lentamente.




Commenti


bottom of page