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ETRUSCHI E VENETI. ACQUE, CULTI E SANTUARI

  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 3 min

La mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari si impone come uno degli eventi culturali più rilevanti del 2026 in Italia, ospitata nelle prestigiose sale del Palazzo Ducale. Allestita nell’Appartamento del Doge, l’esposizione offre un affascinante viaggio nell’Italia preromana, mettendo a confronto due grandi civiltà: gli Etruschi e i Veneti.


San Casciano dei Bagni
San Casciano dei Bagni | Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari 

Ad accogliere i visitatori è un’opera di straordinario valore simbolico: la Testa di Leucothea proveniente dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Questa figura divina, associata alla protezione dei marinai, introduce immediatamente il tema centrale della mostra: il rapporto tra acqua e sacralità. L’acqua, infatti, non è solo elemento naturale, ma rappresenta un ponte tra umano e divino, un luogo di cura, scambio e spiritualità.


Coppia di orecchini in oro a tubo
Coppia di orecchini in oro a tubo | Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari 

Curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, la mostra riunisce reperti archeologici di immenso valore, molti dei quali inediti e provenienti da recenti campagne di scavo. Grazie alla collaborazione con importanti istituzioni museali, il percorso espositivo si arricchisce di testimonianze uniche che raccontano il ruolo centrale dell’acqua nel I millennio a.C.


Il ruolo sacro dell’acqua tra Etruschi e Veneti


Il cuore della mostra è il confronto tra le pratiche religiose e culturali legate all’acqua nelle due civiltà. Mari, fiumi, sorgenti e acque termali erano considerati spazi sacri, luoghi in cui si manifestava il divino. Per gli Etruschi e i Veneti, l’acqua rappresentava non solo un elemento vitale, ma anche una fonte di guarigione e rigenerazione.


Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso luoghi simbolici e paesaggi sacri. Dalle acque miracolose dell’Etruria fino a San Casciano dei Bagni, celebre per le sue sorgenti termali, emerge una cultura profondamente legata al culto delle acque. Allo stesso modo, nel territorio veneto, siti come Montegrotto Terme, Lagole di Calalzo e Altino testimoniano l’importanza dei santuari termali e dei porti sacri.


Questi luoghi non erano solo centri religiosi, ma anche punti di incontro e scambio culturale. L’acqua diventava così un elemento di connessione tra popoli, favorendo lo sviluppo sociale ed economico. La mostra evidenzia come il culto dell’acqua abbia contribuito alla crescita collettiva e alla costruzione di identità condivise.


Un viaggio archeologico tra storia, culto e paesaggio


Cratere attico
Cratere attico | Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari 

Organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, la mostra si distingue per il suo approccio scientifico e divulgativo.


L’allestimento guida il visitatore in un’esperienza immersiva, dove reperti archeologici, contesti paesaggistici e narrazioni storiche si intrecciano.

Ogni oggetto esposto racconta una storia: offerte votive, strumenti rituali e testimonianze di pratiche terapeutiche legate all’acqua.


La mostra, visitabile dal 6 marzo al 29 settembre 2026, rappresenta un’occasione unica per approfondire la conoscenza delle civiltà etrusca e veneta, spesso meno note rispetto ad altre culture antiche.


Grazie a un percorso ricco e coinvolgente, il pubblico può scoprire come l’acqua abbia influenzato non solo la religione, ma anche la vita quotidiana e l’organizzazione sociale.



Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari si conferma così come un appuntamento imperdibile per appassionati di archeologia, storia e cultura. Un viaggio nel tempo che, attraverso il simbolo universale dell’acqua, racconta le radici profonde della civiltà italiana.



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