top of page

Moda in Luce 1955-1975: a Roma la mostra sul Made in Italy

2 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Moda in Luce 1955-1975 racconta la stagione in cui Roma divenne uno dei centri internazionali della moda, del cinema e del gusto. Alla Centrale Montemartini, 150 fotografie, filmati rari e 27 abiti originali ricostruiscono vent’anni di creatività italiana. Da Valentino alle Sorelle Fontana, da Audrey Hepburn ad Anita Ekberg, la mostra attraversa l’epoca che consacrò il Made in Italy nel mondo.


Moda in Luce 1955-1975 alla Centrale Montemartini


Roma torna a osservare una delle stagioni più affascinanti della propria storia attraverso Moda in Luce 1955-1975 – Roma fra glamour e innovazione industriale, visitabile ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini, fino al 15 novembre 2026.


Organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura e curata da Fabiana Giacomotti, la mostra ricostruisce il periodo nel quale la Capitale si affermò come punto d’incontro tra alta moda, cinema, artigianato e industria.


Il progetto rappresenta il secondo capitolo dell’esposizione Moda in Luce 1925-1955. Alle origini del Made in Italy, presentata a Palazzo Pitti. Il percorso romano è però completamente nuovo per opere, temi e allestimento e accompagna il visitatore verso la piena consacrazione internazionale della moda italiana.


Allestimento della mostra Moda in Luce 1955-1975 alla Centrale Montemartini di Roma
Veduta della mostra Moda in Luce 1955-1975 alla Centrale Montemartini di Roma

Quando Roma diventò capitale della moda e del cinema


Tra gli anni Cinquanta e Settanta l’Italia attraversa una trasformazione profonda. Il boom economico modifica consumi, professioni e stili di vita, mentre Roma diventa il centro di due rivoluzioni parallele.


A Cinecittà arrivano le grandi produzioni statunitensi e la città si trasforma nella celebre “Hollywood sul Tevere”. Nello stesso periodo, sartorie e atelier italiani conquistano passerelle, riviste e clienti internazionali, dando forma a un nuovo linguaggio destinato a identificarsi con il Made in Italy.


Il patrimonio dell’Archivio storico Luce documenta questa irripetibile convergenza. Il percorso riunisce 150 fotografie d’epoca, cinque postazioni video con filmati spesso inediti, documenti, tessuti, oggetti e 27 abiti originali, molti dei quali esposti per la prima volta.


Le creazioni portano le firme di protagonisti come Valentino Garavani, Karl Lagerfeld per Fendi, Federico Forquet, Sorelle Fontana, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni, Roberto Capucci, Renato Balestra, Emilio Federico Schuberth, Angelo Litrico, Pino Lancetti e Laura Biagiotti.


Valentino Garavani nel backstage della sua prima sfilata del 1959
Valentino Garavani con una modella nel backstage della sua prima sfilata, 1959

Da Valentino alle dive della Dolce Vita


Tra i nuclei più significativi emerge la prima sfilata di Valentino, presentata nel 1959. A quell’esordio appartiene l’abito Fiesta, modello 77: una creazione destinata a introdurre quel rosso intenso che sarebbe diventato uno dei codici più riconoscibili della Maison.


La mostra attraversa anche altri momenti decisivi della storia del costume: il pijama palazzo di Irene Galitzine, il completo disegnato da Karl Lagerfeld per Fendi nel 1973, l’abito da sera di Roberto Capucci del 1968 e le creazioni di Sorelle Fontana, Schuberth, Litrico e Caraceni.


Accanto agli stilisti compaiono i volti che contribuirono alla costruzione del mito di Roma. Sophia Loren, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Lucia Bosè, Anita Ekberg, Anna Magnani e Ingrid Bergman diventano interpreti di un’estetica sospesa tra schermo e vita reale.


Il cinema offre alla moda corpi, sogni e visibilità internazionale. Fernanda Gattinoni reinventa lo stile impero per Audrey Hepburn in Guerra e pace, mentre Anita Ekberg incarna l’immaginario della Dolce Vita. Claudia Cardinale indossa il pijama palazzo di Galitzine ne La pantera rosa, trasformando una creazione sartoriale in un’immagine entrata nella memoria collettiva.


Anita Ekberg alla prima del film La dolce vita a Roma nel 1960
Anita Ekberg alla prima del film La dolce vita, Roma, 1960

Abiti, archivi e innovazione industriale

L’allestimento firmato dall’architetto Dario Dalla Lana richiama l’atmosfera delle sartorie romane degli anni Cinquanta e Sessanta. Fotografie monumentali, vetrine e abiti costruiscono un percorso nel quale documento storico e suggestione visiva procedono insieme


Una sezione approfondisce la storia della Snia-Viscosa e della produzione romana dei tessuti artificiali, restituendo anche la dimensione industriale, sociale e politica della moda. Un altro focus è dedicato a Palma Bucarelli, storica direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, figura capace di intrecciare eleganza, arte e rigore intellettuale.


Il percorso termina in una sala-biblioteca con campionari tessili, volumi, riviste rare e memorabilia. Tra questi figura l’album amicorum di Angelo Litrico, contenente disegni e dediche di alcuni dei principali creativi dell’epoca.


Moda in Luce 1955-1975 restituisce così la vitalità di una Roma nella quale ogni atelier, set cinematografico e strada poteva diventare un luogo di sperimentazione. Una storia che continua nel contemporaneo, come dimostra anche il dialogo tra moda, arte e archivio nella mostra VENUS.


La mostra è aperta fino al 15 novembre 2026, dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00. L’ingresso è gratuito per i residenti di Roma e della Città Metropolitana e per i possessori della MIC Card.






crediti ph. © Courtesy of Archivio Luce Cinecittà



Commenti


bottom of page